Rassegna Stampa Estate 2025

LA NATO FRA KIEV E GAZA: IL SONNO DELLA RAGIONE (Il Fatto Quotidiano, giovedì 29 maggio 2025)

L’articolo di Elena Basile, pubblicato su Il Fatto Quotidiano il 29 maggio 2025 e intitolato “La NATO fra Kiev e Gaza: il sonno della ragione”, è una riflessione critica sulla gestione dei conflitti in Ucraina e a Gaza da parte dell’Occidente. L’autrice denuncia l’assenza di un vero dibattito democratico e l’uso sistematico della propaganda per giustificare decisioni geopolitiche che, secondo lei, alimentano guerre e genocidi.

Basile solleva interrogativi rimasti senza risposta, tra cui l’espansione NATO percepita come minaccia dalla Russia, l’illusione di una vittoria militare su una potenza nucleare, la strumentalizzazione del popolo ucraino e la disparità di trattamento tra Russia e Israele in tema di sanzioni e mandati di arresto internazionali. L’articolo evidenzia l’ipocrisia dei media e della politica europea e statunitense, che criticano singoli leader come Netanyahu o Trump senza mettere in discussione il sistema che sostiene la violenza e l’occupazione.

Basile propone una strategia alternativa: cessate il fuoco permanente, riconoscimento dello Stato di Palestina, ritiro dell’esercito israeliano da Gaza, sanzioni a Israele se non rispetta le risoluzioni ONU e negoziati inclusivi che coinvolgano tutti gli attori regionali, compresi quelli considerati “nemici”. L’autrice conclude criticando l’Occidente per il suo cinismo e invita a smascherare l’incoerenza delle élite politiche e diplomatiche.

LA LEZIONE DI BASILE IN SENATO CHE TUTTI DOVREBBERO ASCOLTARE: SINISTRA, GAZA, LE COLPE OCCIDENTALI (Radio Radio, domenica 1 giugno 2025)

Guarda l’intervento di Elena Basile in Senato, in cui l’ex ambasciatrice analizza la crisi della sinistra contemporanea, le trasformazioni economiche e politiche dell’Occidente e le responsabilità nei conflitti in Ucraina e Gaza.

Basile spiega che la trasformazione della sinistra nasce dalla finanziarizzazione dell’economia iniziata con lo sganciamento del dollaro dall’oro e l’affermazione del neoliberismo negli anni ’80. Questo processo ha distrutto il patto socialdemocratico che aveva garantito lo Stato sociale e i diritti dei lavoratori, mentre gli Stati si indebitano con le stesse élite capitalistiche che non riescono più a tassare.

In chiave geopolitica, Basile denuncia l’uso delle guerre come strumento per mantenere il dominio del dollaro, rifiutando una riforma multilaterale dell’ONU che potrebbe equilibrare i rapporti di potere con Russia e Cina. L’espansione della NATO, secondo l’ex diplomatica, ha minato la sicurezza europea e provocato il conflitto in Ucraina. Sul fronte mediorientale, accusa l’Occidente di complicità con il genocidio a Gaza, ricordando che la Corte Internazionale di Giustizia ha considerato plausibile l’accusa contro Israele, con implicazioni giuridiche che dovrebbero bloccare ogni cooperazione politica e militare.

Nella parte conclusiva del discorso, Basile afferma che il futuro dell’Europa dipende dalla sua capacità di guidare una mediazione diplomatica e invita la sinistra italiana – PD, Alleanza Verdi e Sinistra, M5S – a unirsi per dare una vera alternativa al crescente non voto. Solo con un fronte progressista unito, conclude, sarà possibile rispondere alle sfide storiche e restituire credibilità e forza politica alle istanze di pace e giustizia sociale.

TRUMP E’ SOLO IL PIU’ NITIDO DEL “CLUB DELLA GUERRA” (Il Fatto Quotidiano, mercoledì 25 giugno 2025)

L’articolo di Elena Basile, pubblicato su Il Fatto Quotidiano il 25 giugno 2025 e intitolato “Trump è solo il più nitido del club della guerra”, analizza il ruolo di Donald Trump e delle élite politiche occidentali nel perpetuare conflitti internazionali, in particolare l’attacco contro l’Iran. Secondo Basile, Trump rappresenta in modo più evidente e diretto la violenza e la logica imperiale dell’Occidente rispetto ad altri leader, ma le differenze tra Democratici e Repubblicani, così come tra i leader europei, sarebbero in realtà solo di facciata.

L’autrice descrive un sistema politico dominato da lobby della finanza, delle armi e da interessi legati a Israele, in cui la vera autonomia dei leader è minima. L’attacco all’Iran, nonostante le trattative e la firma del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP), è presentato come il frutto di una strategia consolidata dello “Stato profondo” americano. Basile critica anche l’Europa, che, pur mostrando uno stile più elegante, condivide la stessa sostanza politica dell’impero occidentale, incapace di rispettare il diritto internazionale e dedita a un teatrino mediatico che giustifica guerre e bombardamenti.

Infine, l’articolo evidenzia il rischio di un’escalation nucleare, la morte del TNP e la crescente perdita di fiducia verso l’Occidente, mentre l’opinione pubblica viene manipolata da media e politici che presentano autocrazie come un pericolo per la democrazia, ignorando i doppi standard e l’ipocrisia delle potenze occidentali.

L’OCCIDENTE DEL DIO THOR E IL MULTIPOLARISMO BRICS (Il Fatto Quotidiano, sabato 12 luglio 2025)

L’articolo di Elena Basile, pubblicato su Il Fatto Quotidiano il 12 luglio 2025 e intitolato “L’Occidente del Dio Thor e il multipolarismo BRICS”, analizza la propaganda e la mentalità militarista dell’Occidente, contrapponendola al modello multipolare promosso dai Paesi emergenti riuniti nei BRICS.

Basile denuncia l’operazione egemonica dell’Occidente che, attraverso la creazione di nemici come Putin e il terrorismo, ha convinto la società civile a sostenere politiche di riarmo e di sostegno a guerre, anche a costo di sacrificare lo Stato sociale europeo. L’autrice utilizza la figura mitologica di Thor per descrivere l’esaltazione della forza e della guerra, sostituite a un’etica del lavoro e del sacrificio ormai superata.

L’articolo racconta la tragedia dei giovani ucraini costretti a combattere e morire a causa di una classe dirigente che, cedendo agli interessi occidentali, ha rinunciato alla neutralità e agli accordi di Minsk. In parallelo, la popolazione di Gaza soffre fame, malattie e bombardamenti mentre l’Europa, solidale con Netanyahu, nega il genocidio.

Il vertice dei BRICS, tenutosi a Rio de Janeiro, viene descritto come un segnale del rifiuto globale verso un’egemonia americana priva di autorevolezza morale. I Paesi emergenti propongono un ordine mondiale multipolare, basato su equità, rispetto delle diversità culturali e riforma delle istituzioni internazionali. Pur non avendo lanciato attacchi diretti all’imperialismo statunitense, il vertice riafferma la condanna delle sanzioni unilaterali, del genocidio a Gaza e degli attacchi a Teheran, oltre a proporre politiche comuni su clima, salute e intelligenza artificiale. Basile conclude osservando che lo spostamento del potere economico e politico verso Cina e Sud globale è già in atto, anche se negato dall’Occidente.

Germana Falcone

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